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Il calendario, una vecchia e cara abitudine.

il calendario, oggi come ieri

Chi ha più bisogno oggi di un calendario con tutte le applicazioni dedicate presenti sugli smartphone? Nessuno. Quanti di noi lo tengono ancora caro, appeso sulla parete dello studio o in cucina per avere una chiara e confortante prospettiva sul proprio tempo? Tutti.

Il calendario appartiene ad un mondo che forse è tramontato, ma che tutti custodiamo ancora dentro gelosamente. È il simbolo di un diverso fluire del tempo, di una generazione di aziende fatte di sogni e duro lavoro, di un’epoca in cui la fine dell’anno era ancora un momento in cui ci si poteva concedere il lusso di rallentare, di festeggiare, di inventarsi un pretesto per stringere la mano ai clienti per conoscerli meglio e scoprirli anche amici, persone al di là del fluire dei numeri della routine quotidiana.

Social marketing ante litteram

Insomma stampare un calendario era un modo per dire molto di sè e del proprio modo di intendere la vita e il lavoro e per questo sottendeva una vera e propria funzione di diffusione e interazione sociale, quasi come succede adesso attraverso Facebook o Instagram.

Molte aziende hanno costruito una vera tradizione attorno alla pubblicazione annuale dei loro calendari, una tradizione che spesso continua anche oggi nell’epoca del digitale, dell’ usa e getta e dell’obsolescenza programmata.

Soffermarsi sulla bellezza

Il calendario era ed è ancora un diversivo per raccontarsi, per concedersi un’escursione nel campo del glamour o dell’arte, alle volte anche per sorridere e prendersi un po’ meno sul serio, ma spesso in questo stesso contesto una valida opportunità per sostenere giuste cause, come le raccolte fondi in favore di associazioni di volontariato, di enti benefici umanitari o di organizzazioni per la tutela dell’ambiente.

In questo senso soprattutto è uno strumento ancora oggi attuale ed importantissimo proprio per la sua persistenza fisica, che ci ricorda ogni giorno di quel messaggio che è stato impresso nelle pagine. In un contesto in cui le immagini vengono processate e sovrascritte a velocità esponenziale, il calendario, nel suo lentissimo scorrere, rimane ancorato ad una visione più armonica e meditativa della vita, ricordandoci che la bellezza può e merita di essere contemplata per più di qualche secondo.