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Dai rilievo alla tua stampa. Stampa a caldo e stampa a secco

Chi pensa alla tipografia moderna immagina un luogo completamente meccanizzato e digitalizzato, dove grandi macchinari producono a rotazione continua, fogli di carta stampati, colorati, piegati.
In realtà mi piace ancora oggi affermare che quello della tipografia è un mestiere – nel senso più reale del termine – in cui creatività e conoscenza si uniscono per trasformare la carta in opera d’arte.
Il tipografo è l’artigiano della carta stampata, colui che è in grado di vestire un foglio di carta rendendolo unico, dandogli forma, spessore e colore.
Ci sono tecniche di lavorazione in tipografia, che sebbene sembrino modernissime, sono tra le più antiche. Mi riferisco alle nobilitazioni di stampa, lavorazioni in grado di rendere “nobile” la carta, donandole effetti particolarissimi.

Si lavora sull’aspetto estetico degli stampati esaltandone l’impatto sensoriale: per creare dettagli che catturano la vista e solleticano il tatto.

Ogni tecnica di nobilitazione ha le sue peculiarità e saper consigliare il tipo di lavorazione più adatto ad esaltare il tuo progetto fa parte del nostro mestiere.
Un processo che unisce il tuo stile e la tua grafica, a scelte tecniche sul supporto e sulle lavorazioni migliori, per trasformare la tua idea in un prodotto stampato unico e particolare.
A quali prodotti si applicano le nobilitazioni di stampa? Biglietti da visita, segnalibri, copertine, opuscoli: ogni prodotto cartaceo può essere reso speciale.

Stampa a secco: embossing e debossing

Quando si vuole dare rilievo a un particolare, una delle tecniche alle quali si può ricorrere è proprio quello della stampa a rilievo (embossing), alcuni dettagli come ad esempio un logo o una scritta, possono essere stampati a rilievo, creando un effetto scolpito subito visibile e percepibile anche al tatto .
Al contrario, nel caso in cui i dettagli siano invece impressi sulla carta si parla di debossing.
Sia in un caso che nell’altro si parla di tecniche di stampa a secco, realizzate tramite punzoni o clichè, una tecnica puramente meccanica, in cui non vi è applicazione di inchiostro. Il rilievo sia esso in embossing o in debossing, si presenta come incolore.

Può certamente essere definita stampa a rilievo anche la stampa a rilievo braille, ottenuta con processi di stampa serigrafica che rende effetti di grande eleganza.

Stampa foil a caldo o stampa a caldo

Si può dare colore ad alcune parti della grafica oltre che con la stampa offset classica, anche con la nobilitazione con foil a caldo.
Tecnicamente il processo di lavorazione si ottiene attraverso il trasferimento a caldo a temperature elevate di una lamina sottile metallica, una leggera pressione consente il trasferimento di films di vari colori, tra questi i più utilizzati: oro, argento e rame, ed una grande varietà di colori ed effetti perlescenti, ologrammi, pigmenti e tinte con finiture opache o lucide.

La carta giusta per la stampa a rilievo

Tenendo bene a mente il risultato che si vuole ottenere, bisogna saper coniugare progetto grafico al supporto tecnico più adeguato.
La carta come sappiamo non è tutta uguale: quando si stampa a rilievo bisogna scegliere un tipo di carta in grado di supportare il processo di pressione.
Le cartiere mettono a disposizione carte con caratteristiche idonee a questo tipo di lavorazioni, con una texture e una matericità che ben si sposano con la tecnica del rilievo,
Anche il colore della carta va valutato per rendere più evidente l’effetto tridimensionale o la finitura della stampa a caldo.

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